Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - SippOnline

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1. “Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di Fulmini”. Partire dalla lettura per un approccio positivo ai “compiti a casa”. Valle Maria Cristina. I compiti a casa ...

“Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo - Il ladro di Fulmini”. Partire dalla lettura per un approccio positivo ai “compiti a casa”. Valle Maria Cristina I compiti a casa e lo studio diventano molto spesso un problema e un territorio di scontro tra genitori e figli. Se a questo aggiungiamo gli aspetti inerenti alla dislessia a volte si passa a una vera e propria guerra familiare spesso dovuta alle incomprensioni o alle frustrazioni degli adulti e soprattutto dell’adolescente. Analizzeremo principalmente il rapporto tra il ragazzo e la lettura cercando di evidenziare alcune strategie che poi forniscano ricadute positive anche nell’espletamento dei compiti scolastici. Un atteggiamento positivo di fronte al testo scritto è infatti uno degli obiettivi primari da ricercare per chi incontra delle difficoltà in modo che poi possa essere applicato alle varie materie scolastiche nello studio individuale. Partiamo dal presupposto che un qualunque testo non deve mai essere affrontato con atteggiamento passivo e di totale ignoranza rispetto al contenuto. Solitamente, prima di iniziare la lettura di un brano, si possono illustrare le varie fonti che consentano di farsi un’idea del contenuto del brano (es. contesto, titolo, eventuale presenza di immagini) ed è possibile anche lavorare preventivamente su alcune parole chiave in modo tale da creare un’attivazione del contesto semantico e favorire lo sviluppo di attese e di previsioni rispetto al testo. Si tratta di una strategia di anticipazione, strettamente legata a quella di attivazione, che permette di anticipare il contenuto di un testo e di effettuare previsioni. Ricordiamo che la lettura è un processo automatico che porta alla decifrazione e comprensione del testo. Da una parte c’è la capacità di trasformare un'informazione del codice grafemico in una informazione del codice fonologico (percezione) e dall’altra la capacità di dare un significato cognitivo-linguistico a un atto di decifrazione (parola, frase, racconto). Compiti complessi, come la lettura e la scrittura, richiedono l’interazione di abilità cognitive e motorie che si sviluppano nel tempo. I processi cognitivi che regolano la lettura riguardano una serie di funzioni costitutive dell'agire della mente umana che sono percezione, cognizione, organizzazione spazio-temporale, funzione ipotetica. Il ragazzo dislessico non sviluppa o sviluppa in maniera molto incompleta o con grandi difficoltà la capacità di identificare in modo automatico la parola scritta e quindi, per rendere all’inizio sopportabile la lettura, e conseguentemente lo studio, bisogna facilitarne il più possibile il percorso. Per esemplificare al meglio un tipo di percorso che è possibile fare, quando ci accingiamo ad aiutare nostro figlio nell’esecuzione dei compiti a casa, possiamo partire da un libro di letteratura per ragazzi: “Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini”. Si tratta del primo libro della serie letteraria scritta da Rick Riordan, pubblicato in Italia da Mondadori nel gennaio 2010 anticipando di poco l’uscita del film diretto da Chris Columbus, lo stesso di regista di due Harry Potter (2001 “Harry Potter e la pietra filosofale” e nel 2002 “Harry Potter e la camera dei segreti”) e disponibile anche in DVD. Il protagonista, Percy Jackson, è un ragazzino di 12 anni dislessico e con ADHD. L’autore per quindici anni ha insegnato inglese e storia in scuole pubbliche e private nella zona di San Francisco e nel Texas dedicandosi contemporaneamente alla narrativa per ragazzi. In molte sue interviste riferisce che questo personaggio è nato in un periodo particolare della sua vita: suo figlio, che aveva problemi a leggere ed a stare attento in classe, su consiglio dell’insegnante, aveva intrapreso un percorso di indagine per 1

scoprire la natura dei suoi problemi. Essendo lui stesso insegnante era a conoscenza dei passi da fare anche se tutto diventa più difficile quando sotto osservazione c’è il proprio figlio. Durante questo periodo Riordan realizzò con quanta frequenza dislessia e ADHD si ritrovino insieme nello stesso soggetto e quanto a scuola si deve fare per questi ragazzini il più delle volte etichettati come pigri, immotivati, maleducati e talvolta persino stupidi. In realtà spesso questi ragazzi sono creativi e outside the box thinkers (traducendo letteralmente “pensatori fuori della scatola”) cioè pensano in maniera diversa e talvolta anticonvenzionale vedendo le cose con una prospettiva non comune. Con il personaggio di Percy Jackson, l’autore ha voluto rendere onore alle potenzialità di tutti questi ragazzi sottolineando che talvolta essere differente non è una cosa negativa ma un segno di un qualche talento come scoprirà il giovane protagonista del libro. Il film tratto dal libro è del regista Columbus che ha accettato di dirigere un altro film di azione e fantasia perché sicuro di mostrare al pubblico qualcosa di nuovo. Anche Columbus, come l’autore del romanzo, ha una figlia dislessica e nelle interviste dichiara che è stato spronato proprio da lei ad accettare di fare questo film in quanto rimasta colpita dal fatto che il protagonista di quel libro fosse proprio come lei. Come può un dislessico non fare il tifo per Percy Jacson: un eroe che con la sua dislessia può tradurre il greco antico in inglese e che trasforma l’ADHD da problema in un’opportunità perché la sua iperattività lo aiuterà nei combattimenti con le creature mitologiche che dovrà affrontare. Per una volta i ragazzi dislessici vedono, attraverso questo libro, le cose in maniera positiva, da protagonisti e non da spettatori di serie B. Questo libro però sembra un ottimo strumento per avvicinare un adolescente dislessico (ma è un ottimo testo per tutti i ragazzi!) alla lettura sia perché il protagonista è lui stesso un adolescente dislessico sia perché non può sfuggire come l’autore, che ha sicuramente dimestichezza con questi ragazzi, scriva un libro su misura per loro. Inoltre può essere usato anche come spunto dalla famiglia per rendere i compiti a casa utili all’apprendimento e non un motivo di scontro o ulteriore frustrazione. Partiamo il nostro percorso proprio dalla lettura degli indici, delle copertine, delle illustrazioni, dei sottotitoli per attivare ipotesi anticipatorie sul contenuto, orientarsi nelle scelte e favorire un ordine consequenziale. Dall’analisi del titolo “Percy Jackson & the Olimpians, Book one: The Lightning Thief”, che fortunatamente non è stato cambiato nella traduzione in italiano rimanendo “Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini”, si possono notare i seguenti elementi: abbiamo il nome del protagonista (Percy Jackson), probabili personaggi a lui correlati (gli dei dell’Olimpo), il sottotitolo (il ladro di fulmini) che ci dà delle indicazioni riguardo al contenuto. Anche la copertina, con un’immagine dell’Empire State Building, ci offre degli spunti riguardo all’ambientazione e tutto ciò ci spinge a fare ipotesi sul contenuto: ma gli dei non vivevano sull’Olimpo in Grecia? Perché vedo New York? Abbiamo il dove (New York), il chi (Percy Jacson), il quando (ipotizziamo oggi), il perché (è stato commesso un furto), il come (qui solo ipotesi con un protagonista, un furto e gli dei dell’Olimpo). Sempre per stimolare la curiosità del ragazzo passiamo ad esaminare l’indice: 22 capitoli e ciascuno con un titolo piuttosto “rivelatore”. Qualche esempio: cap. I Disintegro accidentalmente la prof di matematica, cap. X Distruggo un autobus che funziona a meraviglia. Anche qui si attivano ipotesi anticipatorie, si favorisce un ordine sequenziale facendo lavorare il ragazzo proprio in quei campi dove ha maggiore difficoltà e cioè nelle strutture della successione che si determina in uno spazio e in un tempo. Quindi, con il testo giusto, lavorare su questi punti deboli è possibile e può essere anche divertente. 2

Questo libro è una miscela vivace di fantasia, d'avventura e di mitologia greca, il tutto visto dalla prospettiva di un ragazzino adolescente dislessico e iperattivo. Va male a scuola, non sa chi sia suo padre e ha un atteggiamento di sconfitta circa il suo futuro. L'avventura di Percy, all'ombra dei giganteschi dei dell'Olimpo, è tutta giocata sui continui parallelismi tra modernità e antichità: il protagonista si troverà a lottare contro una Medusa proprietaria di un negozio di statue, visiterà una psichedelica Las Vegas, vedrà la copia del Partenone a Nashville e visiterà il mondo sommerso di Hollywood in cui è collocato l'inferno, la residenza di Ade. Già nel primo capitolo troviamo tutte le informazioni su Percy che parla in prima persona e si rivolge direttamente al lettore presentandosi subito come un “ragazzo difficile” che frequenta una scuola per ragazzi che letteralmente nessun insegnante vorrebbe avere in classe tanto che parla di una classe con 28 casi clinici! Il tutto è corredato da un lungo elenco delle cose “sbagliate” che Percy ha fatto nel suo travagliato percorso scolastico con una conseguenza quasi costante: l’espulsione da scuola. Quando Percy parla del suo rendimento scolastico dice: “il signor Brunner pretendeva che fossi bravo come tutti gli altri, nonostante la mia dislessia e il mio disturbo da deficit dell’attenzione, e nonostante non avessi mai superato la soglia del sei meno in vita mia……e io proprio non ce la facevo a ficcarmi in testa tutti quei nomi e quei fatti, figuriamoci a scriverli correttamente”; e più avanti prosegue: “ecco il mio insegnante preferito che, davanti a tutti, mi diceva che non potevo farcela. Dopo avermi ripetuto per tutto l’anno che credeva in me, ora mi diceva che ero destinato ad essere buttato fuori”; oppure: “ecco un’altra caratteristica dell’iperattività e del disturbo dell’attenzione. Le scadenze non mi sembrano reali finché non me le trovo davanti alla faccia”. Fin dall’inizio notiamo non solo che Percy è un ragazzino particolare ma anche che i personaggi che lo circondano hanno qualcosa in comune con lui: il professore di latino, il signor Brunner, “un tipo di mezza età, che si muoveva su una sedia a rotelle motorizzata”, l’amico Grover definito “bersaglio facile” per gli altri compagni: mingherlino, piangeva sempre e sicuramente bocciato diverse volte e “come se tutto questo non bastasse, era disabile. Aveva un certificato che lo esonerava a vita dell’ora di educazione fisica, per via di non so che carenza muscolare alle gambe” ed infine l’amica Annabeth a cui “piaceva così tanto leggere, che avevo dimenticato che anche lei era dislessica”. La straordinarietà di tutti questi personaggi è nascosta in un handicap o un disagio che rende la loro vita quotidiana una continua lotta. Il messaggio del libro diventa quasi universale perché ogni personaggio intraprende un viaggio alla ricerca di conoscere chi realmente sia attraversando fasi obbligate del percorso di crescita come il provare a realizzarsi e la rottura dei legami familiari. Curiosità per invogliare a nuove letture Analogie e differenze fra due personaggi speciali: Percy Jackson vs. Harry Potter L’avventura e la magia sono tra le caratteristiche di questi due personaggi: Harry è un apprendista mago che vanta genitori illustri nel settore, Percy è un semi-Dio figlio di un’umana e Poseidone. Entrambi, nelle loro avventure, sono affiancati da due amici: Percy da Annabeth e Grover e Harry Potter da Ron e Hermione. Anziché Hogwarts, questo eroe è catapultato al Campo dei mezzo sangue a Long Island. Una differenza sostanziale tra le avventure di Percy da quelle di Harry è che le azioni si svolgono nel mondo reale con molti richiami all’attualità e alla modernità. E anche i miti greci sono piegati all’universo semantico americano. Al contrario in Harry Potter scompare qualsiasi indicatore di contemporaneità annullato dalle potenzialità del mondo magico tradizionale inglese.

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